Perché nel Reiki si usano i simboli?
La simbologia del reiki è una realtà straordinaria e davvero affascinante che sottolinea una grande verità: non esiste “il lontano” perché siamo tutti in relazione con il tutto!! Anche in astrologia questo concetto-verità non può che essere lo stesso! Pertanto “un corpo influenza l’altro” esattamente come accade quando accompagniamo un simbolo reiki con l’intento che nasce da un pensiero che diventa convinzione… o forse è meglio dire: l’intento diventa la scelta interiore di entrare in sintonia con una possibilità che sentiamo già presente, ovvero “è come se fosse già accaduto”!
I simboli Reiki non sono formule magiche né strumenti dotati di potere autonomo! Sono piuttosto un linguaggio simbolico che permette alla coscienza di entrare in relazione con specifiche qualità relative all’energia che ci circonda e che compenetra ogni cosa e anima ogni essere, ogni creatura vivente e ogni regno della natura.
Nella tradizione Reiki, il simbolo non crea l’energia, la richiama, la orienta e ne facilita l’espressione, soprattutto se l’operatore è in stretta sintonia con questa verità!! È una chiave che apre una porta già presente dentro di noi.
Ogni simbolo racchiude un significato profondo e accompagna il praticante verso una maggiore consapevolezza. Con il tempo il simbolo non viene più soltanto tracciato; viene vissuto interiormente.
I simboli Reiki seguono un canale protetto. L’operatore reiki li traccia per attivare meglio il lavoro energetico che sta svolgendo, lo può fare direttamente quando sta operando in una sessione reiki e quindi in presenza, ma può attivare i simboli anche negli interventi, dove il a distanza dove il simbolo diventa un ponte tra cielo e terra.
Reiki e fisica quantistica: un possibile punto d’incontro
sebbene la scienza riconosca l’esistenza dei campi energetici come “il campo elettromagnetico e gravitazionale, non riconosce ancora l’esistenza del sistema del campo morfogenetico dove tutto si svolge, dove non c’è passato né futuro, ma tutto “è” e tutto si muove… Questa osservazione ci porta direttamente a considerare che esista un’interconnessione tra tutte le cose anche se l’energia non è visibile agli occhi umani… vorrei dire però, che anche un’idea, che nasce da un pensiero creativo, non è visibile se non dopo aver portato in manifestazione tale pensiero creativo dandole forma!! Possiamo immaginare una casa e vederla attraverso una visione immaginale, ma se portiamo in essere l’immagine, ecco che la casa diventa realtà tangibile!!
Nel Reiki, soprattutto quando si lavora a distanza, c’è un simbolo che come vedremo poi, ci permette di entrare in relazione con una persona, con un’immagine, un sistema già vissuto che dobbiamo “rimettere a posto” magari… e la distanza non crea nessun limite!!
Per ritornare al concetto di “fisica quantistica”, è importante osservare il concetto della “non località” e “l’entaglement” che mostra come, in particolari condizioni, alcune particelle possano mantenere correlazioni che sfidano la nostra intuizione classica di spazio e tempo, offrendo alla nostra osservazione anche un altro elemento: la semplicità della vita e la possibilità che tutto era già predisposto …
Il Reiki considera la coscienza come parte di una rete più ampia che evidentemente la mente razionale non contempla.
In questa prospettiva, il simbolo, l’intento, la presenza e l’immagine si fondono in un unico atto di coscienza.
Vivere interiormente il “come fosse già accaduto” non significa negare la realtà ma piuttosto orientare l’essere verso una possibilità percepita come autentica, affermando, in armonia con le leggi karmiche, l’intento che trasforma, armonizza e attiva il processo di guarigione del sistema.
