La vita oltre la vita fisica
di Laura Bendoni
Un primo sguardo alla Gnosi
primo capitolo
Parlare della vita oltre la vita fisica significa entrare in uno dei più grandi interrogativi che accompagnalo l’essere umano da sempre!
Che cosa siamo realmente? La nostra esistenza comincia con la nascita e termina con la morte del corpo oppure ciò che chiamiamo anima o coscienza, appartiene a una realtà più ampia?
Non esiste una risposta che possa essere considerata definitiva, esistono però testimonianze, tradizioni spirituali, sistemi filosofici e antichi testi che nel corso della storia hanno cercato di avvicinarsi a questo mistero.
Ovviamente, nella nostra esperienza umana siamo accompagnati da una mente pratica e razionale che cerca una spiegazione logica per ogni cosa e tende a mettere in discussione ciò che non riesce a comprendere attraverso gli strumenti della ragione. Vorremmo trovare una risposta capace di svelare ogni segreto e sciogliere ogni mistero…
In questo percorso invece, il nostro viaggio sarà sostenuto anche da una dimensione più legata all’ascolto e alla ricerca di una visione più ampia che pur potendo apparire lontana dalla realtà che conosciamo, in qualche modo ci appartiene e ci rappresenta perché anche noi siamo parte di quell’universo che osserviamo e portiamo dentro d noi, insieme ai suoi grandi misteri.
Forse, allora, non tutto ciò che incontreremo avrà bisogno di essere immediatamente spiegato; alcune cose potranno semplicemente essere osservate, considerate e lasciate risuonare dentro di noi.
Tra questi troviamo la Gnosi. Il termine “gnosis” significa “conoscenza”, ma non indica semplicemente un sapere acquisito attraverso lo studio.
Nella prospettiva gnostica la conoscenza è soprattutto un riconoscimento interiore; la possibilità per l’essere umano, di riscoprire la propria origine spirituale e la parte più profonda della propria natura.
Uno dei testi attraverso i quali possiamo avvicinarci a questa antica visione, è “L’Apocrifo di Giovanni”, un’opera gnostica attribuita dalla tradizione letteraria a Giovanni ma non considerata dagli studiosi un testo scritto dall’apostolo.
La cosmologia descritta nell’Apocrifo, presenta una realtà divina originaria, trascendente, dalla quale procede il Pleroma, ovvero la Pienezza del mondo spirituale.
All’interno di questa realtà compare una figura fondamentale: Sophia; la Sapienza!
Da una vicenda che coinvolge Sophia, prende origine una realtà inferiore legata alla formazione del mondo materiale governata dal Demiurgo e dalle potenze che lo accompagnano.
Il Demiurgo non possiede la piena conoscenza della realtà spirituale dalla quale, indirettamente, egli stesso proviene, mentre crede che la propria dimensione rappresenti la totalità dell’esistente.
Ed è proprio qui che appare uno degli aspetti più affascinanti del pensiero gnostico: “l’ignoranza non appartiene soltanto all’essere umano ma è presente nella stessa realtà che governa il mondo materiale”.
Nella creazione dell’essere umano accade però qualcosa di particolare; l’uomo appartiene alla materia e tuttavia porta dentro di sé qualcosa che proviene da una dimensione superiore. Nella natura umana sarebbe quindi presente una “scintilla divina”, una traccia della sua origine spirituale.
Da questa prospettiva nasce una domanda fondamentale: se dentro l’essere umano esiste qualcosa che appartiene a una realtà precedente e più vasta della sua esistenza fisica, il problema non consiste soltanto nel conoscere qualcosa che ancora non sappiamo, potrebbe invece consistere nel “riconoscere qualcosa che abbiamo dimenticato”.
Nella creazione dell’essere umano, accade però qualcosa di particolare… la Gnosi introduce così un tema destinato ad accompagnare tutta la nostra ricerca: “L’Oblio”.
L’essere umano vive immerso nella realtà materiale e può identificarsi completamente con essa, dimenticando la propria origine.
La conoscenza allora, non rappresenterebbe soltanto un’acquisizione intellettuale ma un progressivo risveglio.
Non semplicemente imparare allora… ma “Ricordare” …
Non necessariamente trovare qualcosa fuori di noi ma “riconoscere ciò che è già presente dentro di noi”
Da qui possiamo iniziare il nostro viaggio intorno “alla vita oltre la vita fisica”, non stabilendo quale sia la verità ma osservando le tracce lasciate da coloro che prima di noi, si sono posti le stesse domande… alcune antiche tradizioni e correnti spirituali ci conducono verso un’ipotesi affascinante e significativa: che la nostra esistenza non abbia avuto inizio con la nascita fisica ma provenga da un piano di realtà più sottile nel quale la coscienza possedeva una diversa capacità di percezione.
Se così fosse, l’ingresso nella dimensione materiale potrebbe aver modificato quella capacità, quasi come se il passaggio a una diversa “frequenza” avesse progressivamente velato la percezione della realtà spirituale lasciando spazio all’esperienza concreta dell’incarnazione, alla razionalità e alla costruzione dell’Io.
E allora potremmo porci una nuova domanda: abbiamo realmente perduto quella visione oppure l’abbiamo semplicemente dimenticata??
È proprio da questa domanda che incontriamo uno dei temi centrali della Gnosi: l’oblio.
Un’altra domanda che viene spontanea è la seguente: “chi è veramente colui che muore?”
Alla prossima puntata. L.B.
